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EMPOLI E MONTELUPO F.NO – Due arresti effettuati in due distinte circostanze per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

I Carabinieri della Stazione di Empoli hanno arrestato N.D.D., 49 enne di origini campane residente ad Empoli, per atti persecutori in danno della ex moglie.
Ieri mattina una donna, che aveva già denunciato in altre occasioni l’ex marito per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, si è presentata presso la Stazione di Empoli poiché era stata aggredita poco prima dall’uomo che, pur essendo in struttura protetta, l’aveva rintracciata mentre stava andando a lavoro: nello specifico si era affiancato con l’auto mentre lei era in coda nel traffico e, una volta sceso, aveva tentato di aprire lo sportello e successivamente, non riuscendo per la chiusura delle portiere, aveva colpito il mezzo con calci e pugni. La donna era comunque riuscita a scappare ed aveva raggiunto la caserma per presentare un’ulteriore denuncia nei confronti dell’ex marito. Appena uscita, a poche centinaia di metri dal comando, era stata però nuovamente raggiunta dall’uomo, questa volta in sella ad una bicicletta, che aveva ripreso ad offenderla e a colpire l’auto con calci e pugni. I militari, avvisati telefonicamente dalla donna, hanno immediatamente individuato l’uomo che è stato bloccato, dopo un breve inseguimento a piedi, e arrestato per atti persecutori. L’uomo è stato associato al carcere di Sollicciano.

I Carabinieri della Stazione di Montelupo Fiorentino hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, P.G., albanese di 36 anni residente a Montelupo Fiorentino.
Il provvedimento, emesso dal GIP presso il Tribunale di Firenze (Dott.ssa Zatini) su richiesta della Procura della Repubblica (PM Dott.ssa Foti), è scaturito da una serie di denunce presentate nel tempo dalla ex moglie per le continue violenze e minacce inflittele dal marito, quasi sempre ubriaco, anche successivamente all’arresto in flagranza effettuato dai Carabinieri nel gennaio 2018.
Le minacce, a seguito di quel fatto, si erano estese anche ai parenti della vittima che, insieme ai figli (di 18 e 16 anni), più volte erano stati costretti a dormire fuori dall’abitazione (all’aperto) per paura di aggressioni dell’uomo. Poi la donna aveva trovato ospitalità da alcuni conoscenti in altra città finché l’uomo non aveva deciso di abbandonare l’abitazione permettendo il loro rientro. Successivamente, però, aveva continuato a cercare la donna sia telefonicamente che di persona, minacciandola, in un’occasione, anche con un cacciavite. Le testimonianze raccolte nel tempo dai militari della Stazione, insieme a tutti gli interventi effettuati presso l’abitazione su richiesta sia delle vittime che dei vicini di casa, hanno permesso di ricostruire una situazione divenuta insostenibile da tutto il nucleo familiare.
Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina a Campi Bisenzio presso il luogo di lavoro dell’albanese dove i Carabinieri lo hanno rintracciato e bloccato prima di condurlo presso il carcere di Sollicciano.

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